L’Europa è una grande carta nelle mani dell’umanità; l’Europa che vogliamo deve essere democratica. Per noi è fondamentale rilanciare il progetto della Costituzione europea, perché l’Europa deve avere istituzioni democratiche , rinnovate ed efficienti; la Carta dei diritti fondamentali dei cittadini; un governo europeo che risponda al Parlamento europeo; partiti politici veramente sopranazionali.
Purtroppo, però, le istituzioni comunitarie stanno fallendo e non riescono ad avere quella sovranità che gli spetterebbe di diritto. Malgrado la creazione della Banca Centrale Europea i diversi paesi comunitari non intendo avviare riforme comuni nel campo del mercato del lavoro e della fiscalità. Inoltre i sistemi scolastici troppo differenti non permettono una reale equiparazione dei titoli di studio conseguiti nei differenti paesi comunitari.
Il Partito Democratico deve promuovere un ruolo dell’Europa come vera forza capace di creare condizioni di convivenza civile tra i popoli. L’Europa ha davanti a sé un’occasione che non può essere persa: esercitare un ruolo politico decisivo nel contrastare le mafie e il terrorismo, per assumere la guida politica nella democratizzazione della globalizzazione.
L’Europa deve presentarsi unita nelle sedi internazionali, all’Onu sostenendo con forza la sua contrarietà alla pena di morte e altresì affermando in ogni stato i pieni diritti della persona. Bisogna operare affinché l’Europa abbia una posizione comune in politica estera così da non presentarsi mai più divisa agli occhi degli altri paesi. Infatti, reputiamo una sconfitta l’impossibilità di non poter avere un ministro degli esteri europeo.
Il nostro mar Mediterraneo deve essere inteso non come confine tra culture e identità contrapposte, troppo spesso in guerra tra loro, ma come un grande e importante impegno comune: bisogna infatti renderlo un mare di pace, di integrazione, di cooperazione, di scambio equo.
L’unica strada percorribile è l’integrazione, la comprensione tra popoli e culture diverse, il rispetto ma, soprattutto, la conoscenza e la collaborazione reciproche. E’ per questo motivo che vogliamo continuare a lavorare in un partito in cui ci siano italiani, tedeschi, francesi, sloveni, albanesi, croati e anche tanti altri ancora, perché non crediamo nelle divisioni ma nelle condivisioni e nell’ unità d’intenti.
Per questi motivi, la naturale collocazione del Partito Democratico è nel Partito Socialista Europeo, poiché riteniamo tale partito come lo strumento più avanzato affinché l’Europa diventi un’unica entità sovranazionale.
Il Partito Socialista Europeo dopo il congresso di Porto, estendendo il raggio d’azione non solo ai parti socialisti, socialdemocratici e laburisti ma, anche a quelli democratici e progressisti, ha lanciato un segnale molto esplicito: rinnovare ed unire il riformismo europeo.
Quindi il Partito Democratico deve lavorare per ampliare il campo del socialismo, per arricchirlo con le necessarie innovazioni di cultura politica e di progetto e per aprirlo a nuovi apporti di forze democratiche e progressiste, poiché ciò è indispensabile per affrontare con successo le sfide del presente e del futuro.